la stanza delLO SCARTO

gli Atelier di parità sentimentale - prima stanza

Benvenutə nella prima stanza.
Esplora, ascolta, guarda e, soprattutto, scarta!

Laboratorio teatrale

Prima

Ascolta una traccia o l’altra in base al tuo sesso biologico. Non ti chiediamo di identificarti in un genere, ma ti invitiamo a giocare insieme con gli stereotipi presenti a livello sociale e culturale.

È consigliato l’utilizzo delle cuffie per l’ascolto.

Dopo

Raccogli l’invito e pensa ad un oggetto.

Chiudilo in un sacchetto segnato da una X o una O.

Se possibile, portalo in classe, altrimenti custodiscilo con te.

Laboratorio teatrale

Prima

Ascolta una traccia o l’altra in base al tuo sesso biologico. Non ti chiediamo di identificarti in un genere, ma ti invitiamo a giocare insieme con gli stereotipi presenti a livello sociale e culturale.

È consigliato l’utilizzo delle cuffie per l’ascolto.

Dopo

Raccogli l’invito e pensa ad un oggetto.

Chiudilo in un sacchetto segnato da una X o una O.

Se possibile, portalo in classe, altrimenti custodiscilo con te.

Laboratorio
di movimento

Prima

Questa è una nostra raccolta di gesti_azioni_movimenti_tic_abitudini_scatti_pensieri agiti_ che facciamo quasi ogni giorno, più di una volta al giorno senza neanche rendercene conto.

I linguaggi del corpo ci connettono ai nostri stati d’animo e sono lo strumento primario per esprimerci, conoscere l’altro e per relazionarci in maniera empatica con il mondo.

Ho chiesto alle mie colleghe Clandestine di osservarsi, fare caso ai gesti consueti e primari della propria personalità.

il muro dello scarto

Dopo

Prova ad osservare le tue compagne e i tuoi compagni.

Qual è il loro gesto scartato?

Poi prova a pensare ai tuoi gesti abitudinari, quelli che neanche ti ricordi di fare.

Riesci a riconoscerli?

Prova a riflettere e a capire in che situazione sei solitə farlo.

A quale stato d’animo lo connetti?

Confrontati, aiutati e fatti aiutare a trovare gesti e contesti in cui avvengono. Chiediti e chiedi:

Cosa ti spinge a fare quel gesto?

Laboratorio di movimento

Prima

Questa è una nostra raccolta di gesti_azioni_movimenti_tic_abitudini_scatti_pensieri agiti_ che facciamo quasi ogni giorno, più di una volta al giorno senza neanche rendercene conto.

I linguaggi del corpo ci connettono ai nostri stati d’animo e sono lo strumento primario per esprimerci, conoscere l’altro e per relazionarci in maniera empatica con il mondo.

Ho chiesto alle mie colleghe Clandestine di osservarsi, fare caso ai gesti consueti e primari della propria personalità.

il muro dello scarto

Dopo

Prova ad osservare le tue compagne e i tuoi compagni.

Qual è il loro gesto scartato?

Poi prova a pensare ai tuoi gesti abitudinari, quelli che neanche ti ricordi di fare.

Riesci a riconoscerli?

Prova a riflettere e a capire in che situazione sei solitə farlo.

A quale stato d’animo lo connetti?

Confrontati, aiutati e fatti aiutare a trovare gesti e contesti in cui avvengono. Chiediti e chiedi:

Cosa ti spinge a fare quel gesto?

Laboratorio musicale

Prima traccia

Qual è la parte che non ascolti mai di un brano musicale?

Il silenzio.

Ma anche il fruscio del tasto del pianoforte, il piccolo rumore che non avrebbe dovuto esserci.

La musica, senza silenzio, non esisterebbe: Abbado indica il silenzio come il preludio al suono, come condizione di risposo da cui tutta la musica parte e a cui tutta la musica tende.

Quanta musica è fatta di silenzio? Quali frasi sarebbero completamente diverse senza quei silenzi che li significano? Che significato hanno i rumori intorno a te, quelli che non metteresti mai in una registrazione, quelli che anzi tendi a togliere per rendere una registrazione più pulita?

Ascolta questa registrazione, che intesse il silenzio a suoni quotidiani, e a tre brani nei quali il silenzio caratterizza le frasi, l’intenzione, il discorso.

Il primo è un brano del pianista Ezio Bosso, Following a bird. Ascolta come il silenzio dipinge l’attesa di questo piccolo uccellino.

Il secondo è Inergys di Wim Mertens, un brano (tratto da un album che si chiama, guarda caso, Dimenticato) in cui i silenzi che interrompono la ripetizione, sempre diversa, della prima frase, ne esaltano la potenza.

Il terzo è Hey fool, brano suonato dall’Hal Galper Quintet: senti come i musicisti trattengono il fiato prima di sciogliersi in ogni frase.

seconda traccia

E ora ascolta la seconda traccia, Black woman, canzone tratta dall’opera Prison Songs di Alan Lomax, in cui l’etnomusicologo ha raccolto canzoni composte nelle prigioni del Mississippi: a volte lo scarto è impersonato da qualcuno che vale meno per la società, come i “negri” alla metà del secolo scorso negli Stati Uniti, come i prigionieri di vario tipo.

Anche da quei posti di reclusione, da quelle chiusure, da quei rifiuti della società può nascere arte.

Laboratorio musicale

Prima traccia

Qual è la parte che non ascolti mai di un brano musicale?

Il silenzio.

Ma anche il fruscio del tasto del pianoforte, il piccolo rumore che non avrebbe dovuto esserci.

La musica, senza silenzio, non esisterebbe: Abbado indica il silenzio come il preludio al suono, come condizione di risposo da cui tutta la musica parte e a cui tutta la musica tende.

Quanta musica è fatta di silenzio? Quali frasi sarebbero completamente diverse senza quei silenzi che li significano? Che significato hanno i rumori intorno a te, quelli che non metteresti mai in una registrazione, quelli che anzi tendi a togliere per rendere una registrazione più pulita?

Ascolta questa registrazione, che intesse il silenzio a suoni quotidiani, e a tre brani nei quali il silenzio caratterizza le frasi, l’intenzione, il discorso.

Il primo è un brano del pianista Ezio Bosso, Following a bird. Ascolta come il silenzio dipinge l’attesa di questo piccolo uccellino.

Il secondo è Inergys di Wim Mertens, un brano (tratto da un album che si chiama, guarda caso, Dimenticato) in cui i silenzi che interrompono la ripetizione, sempre diversa, della prima frase, ne esaltano la potenza.

Il terzo è Hey fool, brano suonato dall’Hal Galper Quintet: senti come i musicisti trattengono il fiato prima di sciogliersi in ogni frase.

seconda traccia

E ora ascolta la seconda traccia, Black woman, canzone tratta dall’opera Prison Songs di Alan Lomax, in cui l’etnomusicologo ha raccolto canzoni composte nelle prigioni del Mississippi: a volte lo scarto è impersonato da qualcuno che vale meno per la società, come i “negri” alla metà del secolo scorso negli Stati Uniti, come i prigionieri di vario tipo.

Anche da quei posti di reclusione, da quelle chiusure, da quei rifiuti della società può nascere arte.

Hai completato la prima stanza?

continua IL PERCORSO:

seconda stanza: l’inaspettato